Kaboom, istallazione site-specific di Ignazio Mazzeo | Senigallia

KABOOM

istallazione site-specific di Ignazio Mazzeo

Via Marchetti 46, Senigallia
h 8.30 – 19.30
(chiuso il sabato e la domenica)

 

 

Nel centro storico di Senigallia, all’interno di un edificio storico restaurato da poco, l’artista Ignazio Mazzeo trasforma un ascensore di dodici metri d’altezza in un’istallazione site- specific, grazie alla collaborazione con lo studio d’architettura CpiuA e l’impresa edile Muretto.

Il progetto Kaboom, a cura di Elisa Sellari, nasce dall’esigenza di rivalutare la vita quotidiana a partire dai luoghi che ci circondano e suggerisce una via alternativa nella costruzione dello spazio abitativo. Kaboom, suono onomatopeico che rimanda ad un’esplosione, è il titolo del progetto che unisce arte e architettura in un contesto cittadino, aprendo le porte di un palazzo privato.

 

Strano trovarsi di fronte ad un ascensore e non avere voglia di prenderlo, per fare invece un “viaggio” che dura il tempo di tre piani.

È questa l’intenzione suggerita dall’artista Ignazio Mazzeo che trasforma un ascensore di dodici metri d’altezza in una grande scultura a metà tra totem e colonna coclide. Una sorta di bassorilievo in ferro su ferro dipinto ad olio compone una narrazione astratta a spirale, la cui lettura è possibile soltanto in maniera interattiva salendo e scendendo le scale del palazzo.

È un’opera di confine. Tra pittura e scultura, tra scultura e istallazione, tra reale e immaginario, struttura indipendente e integrata al tempo stesso.

Il rapporto dialettico tra pittura e scultura è una costante del lavoro dell’artista, che ora si misura anche con l’architettura e sceglie di contaminare lo spazio del quotidiano con un vocabolario fantasioso, sempre rigorosamente ispirato al mondo della natura. Un microcosmo esploso rappresentato in grande scala. Conchiglie, orchidee, libellule, meduse, funghi, dai colori brillanti in apparenza irreali, solitamente popolano lo spazio della sua immaginazione. Anche qui, nonostante un primo approccio geometrico dato dalle linee monocrome blu del fronte, la tentazione è forte e così dalle superfici laterali dell’ascensore emergono forme che rimandano ad una dimensione altra, ma familiare.

In un gioco di luci e ombre tutto da scoprire. Lo spessore delle forme è dato a volte dalla reale tridimensionalità degli elementi di ferro applicati, a volte è invece il colore ad olio a suggerire un volume e una rotondità, nonché a determinare le ombre.

L’azzurro dello sfondo non è soltanto un colore, ma è un paesaggio, uno stato d’animo, una sospensione: racchiudendo in sé tutto lo spettro dei colori, perché composto non solo di giallo e blu ma anche di rosso, diventa un colore mentale, misterioso che coinvolge la dimensione percettiva ed emotiva di chi lo osserva.

Ed è da quella profondità dello sfondo che emergono delle forme galleggianti rubate all’universo surreale di Bosch e Dalì, artisti sempre presenti nell’opera di Ignazio Mazzeo: uova che si schiudono dai propri gusci e che, sospese in cerca di un soffio che le sospinga, suggeriscono forse una rinascita, quella della creatività che si libera e travolge lo spazio che ci circonda.

(Elisa Sellari)

Leave a Reply